WASP con il Teatro dell’Opera di Roma la stampa 3d e la lirica il video

Abbiamo seguito passo passo il debutto nel mondo della lirica della stampa 3d ci sembra giusto fare un resoconto un riassunto e un giudizio

COMUNICATO STAMPA

La collaborazione di WASP con il Teatro dell’Opera di Roma per l’allestimento della scenografia 3d di Fra Diavolo in scena nella capitale nell’ottobre 2017

La stampa 3d al Teatro dell’Opera di Roma
Una scenografia stampata in 3d. È forse la prima volta che accade, sicuramente non si trovano esempi simili negli allestimenti dei teatri nazionali: la stampa 3d è stata utilizzata per realizzare maschere e componenti d’arredo, mai un imponente impianto scenografico. Succede a Roma, per l’opera “Fra Diavolo” di Daniel Auber, regia di Giorgio Barberio Corsetti, direttore d’orchestra Rory McDonald, in scena al Teatro dell’Opera l’8 ottobre 2017, e in replica fino al 21: WASP è orgogliosa di esserne partner tecnologico.
WASP ha montato una DeltaWASP 3MT Industrial di fianco all’ingresso del Teatro dell’Opera di Roma. La stampante rimarrà al lavoro fino al giorno della “prima”, domenica 8 ottobre, e i tecnici di WASP si cimenteranno nella stampa del personaggio di Fra Diavolo in scala 1 a 1.

“Siamo sicuri – ha detto Carlo Fuortes – che questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di WASP, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera”.

“La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa. – ha detto durante la conferenza Massimo Moretti fondatore di WASP – Non era mai accaduto che la stampa 3d venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede, adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3d capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro”.
Alla richiesta di realizzare la scenografia 3d dell’opera, il team di WASP è rimasto sorpreso, ma come sempre accade ha subito accettato la sfida. I lavori sono iniziati a metà aprile e sono terminati in luglio, con il passaggio delle componenti scenografiche al Teatro romano.

L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3d raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3d per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3d come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

Il modello 3d si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa dellaDeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco. Per affrontare il lavoro, il team WASP ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

La DeltaWASP 3MT al lavoro con la stampa 3d delle parti della scenografia
La sfida maggiore è stata dettata dai tempi. Grazie alla pianificazione del lavoro e alla velocità delle macchine WASP il risultato è arrivato senza particolari problemi alla scadenza prestabilita: a metà luglio il capannone era interamente riempito dai pezzi dell’allestimento stesi a terra, pronti per il trasporto a Roma.

Nella capitale, all’interno degli spazi del Teatro dell’Opera, le componenti sono state assemblate e fissate su una struttura portante in legno. Qualche piccola imprecisione non ha influito sulla resa finale, anzi, ha enfatizzato il carattere artigianale, e speciale, del lavoro, che il regista ha accolto con grande soddisfazione. È stata una prova, un esperimento, e un traguardo raggiunto con successo, che potrebbe aprire la strada a nuove future collaborazioni tra il settore teatrale e la stampa 3d.

 

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