Poppy il robot umanoide per le scuole da stamparsi in proprio in 3d

Poppy robot umanoide per le scuoleNelle scuole arriva Poppy, il robot umanoide che tutti possono costruire

Completamente open-source e stampato in 3D, l’umanoide realizzato grazia ad un cofinanziamento del Consiglio europeo della ricerca, è pensato per uscire dai laboratori ed entrare nelle scuole per avvicinare gli studenti a discipline come informatica ed elettronica

Tutti i bambini, almeno una volta, lo hanno sognato: costruirsi da soli il proprio robot. Un desiderio tanto bello quanto irrealizzabile. Una volta. Oggi, infatti, arriva Poppy, il primo robot umanoide che non è affatto roba da scienziati. Poppy è completamente open-source stampato in 3D e ognuno di noi può costruirlo e programmarlo da solo. A metterlo a punto, in Francia, sono stati i ricercatori de Flower Lab dell’Inria,che si sono aggiudicati una sovvenzione di avviamento del Consiglio europeo della ricerca (Cer) per l’informatica.

Nelle scuole arriva Poppy, il robot umanoide che tutti possono costruire (video)

CULTURA – PERLA RESSESE

28 ottobre 2014print mail facebook[] twitter[0] single-g-share[0] single-g-share[0]
Completamente open-source e stampato in 3D, l’umanoide realizzato grazia ad un cofinanziamento del Consiglio europeo della ricerca, è pensato per uscire dai laboratori ed entrare nelle scuole per avvicinare gli studenti a discipline come informatica ed elettronica

Tutti i bambini, almeno una volta, lo hanno sognato: costruirsi da soli il proprio robot. Un desiderio tanto bello quanto irrealizzabile. Una volta. Oggi, infatti, arriva Poppy, il primo robot umanoide che non è affatto roba da scienziati. Poppy è completamente open-source stampato in 3D e ognuno di noi può costruirlo e programmarlo da solo. A metterlo a punto, in Francia, sono stati i ricercatori de Flower Lab dell’Inria,che si sono aggiudicati una sovvenzione di avviamento del Consiglio europeo della ricerca (Cer) per l’informatica.

L’idea è quella di fare uscire Poppy dai laboratori e farlo entrare nelle scuole: “L’analisi dei benefici della stampa in 3D e delle possibili sinergie con l’informatica nelle scuole è ancora quasi agli albori. La nostra piattaforma Poppy ci consente ora di offrire agli istituti scolastici e agli insegnanti un modo per stimolare la creatività degli studenti nello studio di settori come la meccanica, l’informatica, l’elettronica e la stampa in 3D”, spiega il dottor Pierre-Yves Oudeyer.

Grazie ai fondi del Cer il dottor Oudeyer è stato in grado di sviluppare abilità di risoluzione di problemi e di pensiero critico nei robot e auspica che, grazie alle attività di codifica e di progettazione, gli studenti di informatica saranno in grado di acquisire conoscenze usando Poppy per poi trovare, eventualmente, un lavoro nel settore della robotica. “È un’idea eccezionale”, commenta la Commissaria Ue per la Ricerca, Máire Geoghegan-Quinn: “Una piattaforma a basso costo in grado di contribuire a rendere più interattiva e stimolante l’esperienza didattica, consentendo agli studenti di creare un nesso con il mondo della ricerca e della progettazione”. Il progetto “Explorers”, cofinanziato dal Cer, dal valore di 1,5 milioni di euro, si concluderà nel 2015.

Costruire il proprio robot non è difficile. Il “corpo” di Poppy nasce da una stampa in 3D, mentre la sua “anima” è controllata da un software gratuito, vale a dire che chiunque può creare parti del corpo di Poppy in maniera semplice e rapida e può programmare il comportamento del proprio robot. Grazie all’hardware e al software open source per la prima volta gli utenti potranno mettersi alla prova e costruire il proprio robot. Poppy ora è compatibile anche con la piattaforma Arduino, che consente al robot di interagire con altri strumenti elettronici, come gli indumenti “intelligenti”, luci, sensori e strumenti musicali.L’idea è quella di fare uscire Poppy dai laboratori e farlo entrare nelle scuole: “L’analisi dei benefici della stampa in 3D e delle possibili sinergie con l’informatica nelle scuole è ancora quasi agli albori. La nostra piattaforma Poppy ci consente ora di offrire agli istituti scolastici e agli insegnanti un modo per stimolare la creatività degli studenti nello studio di settori come la meccanica, l’informatica, l’elettronica e la stampa in 3D”, spiega il dottor Pierre-Yves Oudeyer.

Grazie ai fondi del Cer il dottor Oudeyer è stato in grado di sviluppare abilità di risoluzione di problemi e di pensiero critico nei robot e auspica che, grazie alle attività di codifica e di progettazione, gli studenti di informatica saranno in grado di acquisire conoscenze usando Poppy per poi trovare, eventualmente, un lavoro nel settore della robotica. “È un’idea eccezionale”, commenta la Commissaria Ue per la Ricerca, Máire Geoghegan-Quinn: “Una piattaforma a basso costo in grado di contribuire a rendere più interattiva e stimolante l’esperienza didattica, consentendo agli studenti di creare un nesso con il mondo della ricerca e della progettazione”. Il progetto “Explorers”, cofinanziato dal Cer, dal valore di 1,5 milioni di euro, si concluderà nel 2015.

Costruire il proprio robot non è difficile. Il “corpo” di Poppy nasce da una stampa in 3D, mentre la sua “anima” è controllata da un software gratuito, vale a dire che chiunque può creare parti del corpo di Poppy in maniera semplice e rapida e può programmare il comportamento del proprio robot. Grazie all’hardware e al software open source per la prima volta gli utenti potranno mettersi alla prova e costruire il proprio robot. Poppy ora è compatibile anche con la piattaforma Arduino, che consente al robot di interagire con altri strumenti elettronici, come gli indumenti “intelligenti”, luci, sensori e strumenti musicali.

da eunews.it

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