New York leggi contro le armi stampate in 3d

liberator pistola 3d 03

Ma la legge locale potrà fermare un fenomeno globale ?

Stato e città di New York
contro la stampa 3D di armi

Prime leggi per limitare il fai-da-te digitale: è già disponibile una pistola che spara colpi standard
La città e lo stato di New York hanno varato due diversi provvedimenti legislativi che dovrebbero regolamentare o vietare la fabbricazione di armi da fuoco con la tecnica della stampa in 3D, secondo quanto riferito dal New York Daily News .
Abbiamo scritto più volte delle grandi potenzialità di questa tecnologia , che consente di dare forma a oggetti tridimensionali con la stessa semplicità, o quasi, con cui si stampa una foto o un documento scritto. Potenzialità che fin troppo presto hanno esplorato anche la produzione di armi da fuoco .

I legislatori hanno così iniziato a interrogarsi sulla necessità di limitarne una pericolosa proliferazione, al di fuori di ogni controllo. Il disegno di legge di New York City, introdotto dal consigliere Lewis Fidler, si propone di rendere illegale la produzione di qualsiasi parte di un arma da fuoco con una stampante 3D, a meno che non si sia un armaiolo autorizzato. In questo caso, però, ogni arma deve essere registrata dalla polizia entro 72 ore dalla fabbricazione.

“Se lasciate senza regolamentazione, sarebbero armi senza storia, potenzialmente senza segni di riconoscimento o tracce della vendita” ha dichiarato Fidler al New York Daily News. Problema non da poco in un Paese che si confronta troppo frequentemente con il tragico fenomeno di stragi nelle scuole e altri luoghi pubblici.

La pensa nello stesso modo Linda Rosenthal, che il 30 maggio ha introdotto un progetto di legge molto simile per l’intero Stato di New York, traducendo in crimine la fabbricazione, la vendita, o l’uso di armi da fuoco e munizioni prodotte con stampanti 3D.

Di segno opposto sono le idee, invece, dei promotori del “Wiki Weapon Project ”, raccolti sotto il nome di battaglia di Defense Distributed , che già nell’estate del 2012 hanno avviato la raccolta di 20.000 dollari per acquisire una stampante con cui effettuare una serie di prove per produrre una pistola in plastica usa-e-getta, in grado di sparare proiettili calibro 22. I file necessari per la stampa dovevano essere poi distribuiti attraverso le reti BitTorrent.

Il mese scorso è arrivato l’annuncio: la stampa 3D ha “partorito” la sua prima pistola nel mondo, battezzata “liberator ”. L’arma è in grado di sparare colpi standard ed è interamente realizzata in materiale plastico, a eccezione di un chiodo usato come percussore e un pezzo di sei grammi di acciaio progettati unicamente per permettere che la pistola sia rilevata dai metal detector. Il Liberator può essere scaricato e stampato in forma anonima da chiunque abbia accesso alla tecnologia di stampa-3D. Il software è relativamente facile da recuperare e usare, ma ottenere un prodotto finito può costare parecchio.

Un ingegnere del Wisconsin, tuttavia, ha recentemente scoperto un modo per realizzare la pistola in modo molto più economico. Anche a livello federale, dunque, ci si sta muovendo per arginare il fenomeno. Proposte di legge per limitare queste armi sono state presentate dai repubblicani Steve Israele e Chuck Schumer, che vorrebbero aggiungere una disposizione sulla stampa-3D nel Firearms Act statunitense.
Il Dipartimento di Stato Usa, in ogni caso, è intervenuto immediatamente sul Liberator, inviando una lettera alla Defense Distributed che esigeva la rimozione del software per le pistole 3D dal sito web. Tuttavia, il software è ancora disponibile sui siti peer-to-peer, come il ben noto Pirate Bay.

da lastampa.it

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