Hannes la mano protesi robot italiana dell’Inail

Hannes la nuova mano protesica di derivazione robotica. Restituisce alle persone con amputazione dell’arto superiore circa il 90% della funzionalità perduta, senza intervento chirurgico

Inail e IIT hanno creato insieme nel 2013 il laboratorio Rehab Technologies.

La mano creata oltre a restituire alle persone con amputazione dell’arto superiore circa il 90% della funzionalità perduta, senza intervento chirurgico, ha maggiore durata della batteria, migliore capacità e performance di presa, costo ridotto di circa il 30%. Naturalmente in confronto alle protesi in commercio.
Infatti anche le dita riescono a piegarsi e soprattutto il pollice è orientabile in tre diverse posizioni e ciò rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni: il “pinch grasp”, pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, “power grasp”, per spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e il “lateral grip”, per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito.

Anche il polso può piegarsi in cinque posizioni, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni.

La mano per muoversi utilizza gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell’arto: Ma questi impulsi vengono interpretati da algoritmi che utilizzano analisi di Intelligenza artificiale .

Hannes,il nome è omaggio al professor Hannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, a cui si deve l’avvio dell’attività di ricerca sulle protesi, che lavorò alla prima protesi mioelettrica Inail-Ceca del 1965.

 

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