Alla scoperta di Lumipocket la piccola stampante 3d

lumipocketCrowdfunding: LumiPocket, la piccola ed economica stampante 3D
Usa la resina, è piccola e trasportabile, e costa poco, scopriamo LumiPocket.
In ogni angolo della Maker Faire di Roma c’era una stampante 3D. Piccole e grandi, stampavano modelli in palstica, cibo, alcune facevano addirittura i tatuaggi. È innegabile che entro qualche anno molti di noi si regaleranno una stampante 3D, per diletto o un per uso professionale. Questi dispositivi diventano ogni giorno più tecnologici e, soprattutto, economici. Ho già parlato del progetto di una stampante 3D italiana, un progetto che ha raggiunto, seppur di poco, l’obiettivo di finanziamento prefissato (3DLiving, la stampante 3D di nuova generazione).

Oggi è il momento di un’altra stampante 3D, si chiama LumiPocket ed è in Crowdfunding su IndieGoGo: è piccola, trasportabile, e usa la resina. Passiamo subito alle domande fatte ai suoi ideatori.

Domande e risposteChi ha avuto questa idea e perché?
L’idea ci è venuta quando un conoscente, che aveva sentito parlare di stampanti 3D a stereolitografia, avrebbe voluto impiegarle nella propria attività lavorativa, e ci ha chiesto se sarebbe mai stato possibile che un giorno scendessero di prezzo. Parliamo di un anno e mezzo fa e questo tipo di stampanti 3D, molto precise, costavano diverse migliaia di euro. Abbiamo colto la sfida, al tempo portandola avanti come hobby nel tempo libero, e ci siamo riusciti! Dopo 3 mesi, abbiamo realizzato un primo prototipo della stampante, che condivideva la stessa tecnologia di base con quelle molto più costose. Grazie all’uso di un comune videoproiettore da casa, al posto del laser UV solitamente utilizzato, poteva davvero diventare una stampante 3d alla portata di tutti. Lo abbiamo presentato alla prima Maker Faire a Roma, l’anno scorso, e l’entusiasmo con cui è stata accolta ci ha convinto a portare avanti il progetto.

Quali sono i punti vincenti di questo progetto?
L’estrema semplicità di utilizzo, la qualità di stampa molto alta, e il prezzo davvero accessibile.

Quali sono invece le debolezze?
Attualmente, rispetto a quando abbiamo iniziato, la concorrenza inizia a muoversi anche sul fronte delle stampanti 3D stereolitografiche (DLP) economiche, e sicuramente ritrovarsi da semplici appassionati, o Makers, a imprenditori è un bel salto! Ci sono moltissime cosa da seguire, ostacoli da superare, ma crediamo nel nostro progetto, e in tutti quelli che annunceremo nei prossimi mesi…

Chi sono i vostri concorrenti? Pensate di essere migliori (e perché) ?
I nostri concorrenti principali sono all’estero, dalla Form1 di FormLabs, che per prima ha introdotto l’idea di una stampante stereolitografica quasi domestica, alla littleRP, un progetto molto interessante uscito in questi mesi, con un rapporto qualità prezzo molto buono, peccato per l’area di stampa. Noi offriamo un’area di stampa maggiore (10x10x10cm) a un prezzo più basso e senza la necessità di dover sostituire la pellicola che ricopre la vasca dopo un certo numero di stampe.

Perché avete scelto questa tecnologia di stampa rispetto ad altre?
Perché offre la possibilità di realizzare modelli che con un altro tipo di tecnologia, come la FDM, non è possibile realizzare senza l’uso di supporti, e solo su modelli di fascia alta. Per la varietà di materiali disponibili (esistono resine compatibili con applicazioni biomedicali, o con cariche ceramiche, e addirittura resine fondibili per la gioielleria). E perché crediamo che si possa offrire questa tecnologia a un prezzo realmente accessibile, e con un prodotto estremamente facile da usare.

Cosa necessità la stampante per procedere alla stampa di un modello? Serve un PC o funziona anche stand alone?
Il Kit di base che proponiamo a 300 euro circa necessita di un Pc (o Mac) e di un videoproiettore esterno, che quando non si stampa può essere utilizzato per altri scopi. La scelta di tenere il proiettore esterno permette di avere una stampante dal costo veramente accessibile, e anche contando il costo di un proiettore, si arriva a una frazione di quello che di solito bisogna spendere per reperire un kit di montaggio FDM, con cui non si possono realizzare stampe molto precise, e con tempi molto più lunghi. Se LumiPocket avrà successo, il passo successivo sarà introdurre una stampante completamente autonoma e che non necessiti di altre parti separate.

Chi dovrebbe acquistare la vostra stampante?
Chiunque voglia avvicinarsi alla stampa 3d per la prima volta e non vuole una macchina da dover regolare continuamente, con cui non debba litigare per ottenere i risultati che si aspetta; chi vuole stampare oggetti dettagliati e ricchi di parti non facilmente riproducibili dalle stampanti FDM; dentisti e gioiellieri che vogliono iniziare a sperimentare la prototipazione a cera persa dei modelli che hanno disegnato al PC. Con la nostra stampante possono ottenere la loro creazione in metalli preziosi. Semplici hobbysti che vogliono stampare oggetti di uso comune, o scuole che vogliono aggiungere un po’ di interesse alle loro lezioni, realizzando mentre spiegano modellini che integrano l’argomento esposto. Archeologi o curatori di musei che vogliono riprodurre parti di reperti storici, o medici che vogliono riprodurre una parte su cui poi andranno a operare per studiarla meglio. Ogni giorno scopriamo nuovi usi per la nostra stampante che non avevamo nemmeno immaginato!

Per chi non è esperto di modellazione 3d stiamo integrando nel software che forniamo un motore di ricerca per modelli 3d online già esistenti, e includeremo diversi template per realizzare oggetti personalizzati. Uno di questi, che stiamo realizzando in questi giorni, permette d’inserire del testo e ottenere con un click un file 3d stampabile che lo riproduce in braille: un’applicazione pensata per i non vedenti, che permette di realizzare etichette, tag, portachiavi, o addirittura pagine “solide”  per stampare ad esempio mini libri di fiabe per bambini.

Parliamo di affidabilità e manutenzione.
Una meccanica essenziale e molto semplificata rispetto a una FDM significa un’affidabilità molto maggiore. Non ci sono ugelli che si deteriorano, o si ostruiscono. Chiaramente richiede un minimo di attenzione per garantire ottimi risultati, ma la sua gestione è davvero molto più semplice e abbiamo fatto di tutto per ridurre o eliminare la necessità di parti che si usurassero o andassero sostituite frequentemente, anche nel rispetto dell’ambiente.

L’Italia non è famosa per avere grandi aziende produttrici di tecnologia, dove sarà prodotta la stampante?
In Italia abbiamo la fortuna di avere Arduino, con cui stiamo prendendo accordi per utilizzarlo nella nostra stampante, che avrà così un cuore italiano! Inoltre per la particolare verniciatura UV reactive della scocca esterna ci siamo appoggiati a un’altra Startup italiana, Heliv, che produce questi inchiostri nella sua sede in Italia. La base molto probabilmente verrà realizzata con il taglio laser da un’azienda con cui ci stiamo accordando. Per le altre parti meccaniche ed elettroniche, stiamo valutando diversi fornitori italiani ed esteri, e vi possiamo assicurare che faremo di tutto per tenere la maggior parte possibile della produzione in Italia.

Dateci un’idea di velocità e costi di stampa
Due dati giusto per dare un’idea: un oggetto alto 7 centimetri in poco più di un’ora e mezza, con  una velocità che non dipende dalla complessità dell’oggetto o dal numero di oggetti stampati sullo stesso piano contemporaneamente, ma solo dall’altezza. Per i costi, abbiamo stretto un accordo di distribuzione per l’Italia con FunToDo, un’azienda con sede in Olanda specializzata in resine per stampanti Dlp a basso costo. Un oggetto di medie dimensioni (4-5cm) e un peso di 10 grammi ha un costo nell’ordine di 20-30 centesimi. Esistono diversi tipi di materiali di stampa e a giorni saranno acquistabili sul nostro sito, con spedizione dall’Italia e un costo al litro di 60€, sufficiente per diversi mesi di stampe.

Siamo a ottobre 2015, LumiPocket è stata un successo, a cosa state lavorando?
A molti progetti diversi! Già oggi abbiamo in cantiere altre idee, da una versione desktopcon un’area di stampa molto più grande, a sistemi di visualizzazione a ologrammi per laboratori, centri di ricerca e prototipazione. Più varietà di materiali disponibili per la stampa, e l’obiettivo di realizzare stampanti in grado di gestire più materiali contemporaneamente per poter creare oggetti complessi a casa propria!

Perché supportare il vostro progetto? Convincimi.
Perché crediamo che la stampa 3D, anche se spesso presentata come un qualcosa fine a se stesso, con delle macchine complicate da usare, in grado di realizzare solo oggetti di scarsa utilità, possa avere invece applicazioni reali, di cui la gente possa trarre beneficio: pensiamo di avere le competenze per avvicinare il mondo della stampa 3d alla portata di tutti, e di realizzare prodotti che abbiano funzioni che rispondano alle esigenze della gente. In questo momento il nostro obiettivo principale è la semplicità di utilizzo, vogliamo che la stampa di un file 3D diventi semplice come stampare un documento su carta. E anche il costo deve essere accessibile a tutti.

Crediamo nel nostro progetto e abbiamo fatto delle scelte per contribuire, nel nostro piccolo, alla ripresa di questo Paese, in cui le buone idee non mancano, ma a volte manca la determinazione di portarle avanti, e la voglia di mettersi in gioco. Ora diamo lavoro a due ragazzi e non c’è soddisfazione più grande che trasformare un hobby portato avanti nel tempo libero in una piccola attività in grado di creare occupazione. In questo momento, per il lancio del nostro primo prodotto, abbiamo scelto il crowdfunding su IndieGoGo. Qui è ancora poco conosciuto e utilizzato, e infatti meno un quarto dei nostri sostenitori è italiano. Permette a chi decide di realizzare un prodotto, ed è pronto a produrlo, di non dover affrontare subito i costi di produzione, ma di raccogliere ordini (“Perks”) durante una campagna, e di produrre solo quanto ordinato, una volta conclusa.

É uno strumento straordinario, e vi invitiamo se credete nel nostro progetto a trascorrere qualche minuto sulla pagina della nostra campagna, per supportarci e permetterci di continuare a portare avanti lo sviluppo di questa tecnologia alla portata di tutti!

Progetto vincente o no?
È bello vedere come la concorrenza, anche in questo mercato nascente, spinga gli sviluppatori di nuovi prodotti non solo a impiegare nuove tecnologie, ma anche a tenere la variabile del costo sotto stretto controllo. Non è ancora il momento di chiedersi quale, tra le tante tecnologie, sarà destinata a prendere il sopravvento sulle altre.

Andrea Ferrario da tom’s hardware tomshw.it

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