RDAS il robot Cubesat di Erin RobotGrrl che si controlla con la testa

CubeSat il robot stampato in 3d che è controllato con una fascia sulla testa :

Siete interessati a un progetto in cui è possibile il controllo tele-operativo umano di un rover robot con una fascia da indossare lasciando le mani libere  col robot in grado di tracciare  i movimenti della testa  ?  No questa non è la trama del prossimo blockbuster di fantascienza, è la visione tecnologica del Rapid Deployment Automation System (RDAS) con una  presentazione metaltech per il premio per ‘Erin RobotGrrl’ 2015.

Per iniziare: l’aspetto i questo progetto è il CubeSat, che viene stampato in 3D con cerniere pieghevoli che permettono  utilizzando materiali rigidi e flessibili di poterlo facilmente farlo cambiare di forma. Si piega fondamentalmente  in un cubo quando non lo si utilizza, e quando lo si utilizza si apre : l’idea è che serva come un robot preliminare per una piattaforma incentrata sul tema dei “sistemi basati sulla riconfigurabilità.” Questo tipo di attività includono i disastri naturali , l’esplorazione, e il monitoraggio azionato a distanza.

“Un esempio di missione di questo tipo di robot sarebbe per l’utilizzo in ambienti di disastri naturali durante uno sforzo umanitario”, scrive Erin. “I moduli robot dovrebbero venir scompattati uno zaino, poi configurati e collegati tra loro per eseguire un compito. Le attività possono variare a seconda dello scenario,  Avendo i robot le mansioni fisiche  in parallelo con l’uomo, liberando tempo per l’essere umano per fare lavori decisionali complessi. ”

Il robot   cubo, utilizza delle ruote per muoversi e un sensore di distanza nella parte anteriore per rilevare e spostare ostacoli. (In questa versione, deve spingere di lato un sasso in modo che le ruote possano muoversi.) I pannelli verdi sul robot sono fotovoltaici e alimentano con l’energia solare il robot.
Forse l’aspetto più convincente del progetto è l’auricolare stampato 3D che può essere utilizzato per azionare il robot con l’obiettivo di realizzare un livello di parallelizzazione robotico col movimento umano che non deve essere controllato costantemente. Naturalmente, l’idea è che lo RDAS sia presto utilizzabile in scenaripericolosi è sicuramente prematura.
Le parti  flessibili stampate in 3d dello RDAS hanno solo 1 mm in larghezza per garantire la flessibilità.

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