Princeton University stampato il primo orecchio bionico sente meglio di quello umano

princeton-primo orecchio stampato in 3d

Sembra quasi fantascienza ma è reale

Il primo orecchio bionico con stampa 3D: “sente” meglio di quello umano

Creare organi utilizzando stampanti 3D? Ora è possibile anche grazie ai progressi dell’elettronica collegata alla stampa. Recentemente un gruppo di ricercatori della Princeton University hanno affermato su ACS Nano Letters che il loro nuovo dispositivo è in grado di ricevere una vasta gamma di frequenze con una antenna a spirale per poi essere stampato con nanoparticelle d’argento. Lo studio prevede che il dispositivo si possa interfacciare all’organo in questione.

L’ultima scoperta è l’orecchio bionico. Secondo i ricercatori sente meglio di quello umano e consiste in una protesi acustica che riprende il padiglione esterno, ma anche la “connessione” al cervello del nostro organo sensoriale. Secondo gli esperti, “può sentire cose che l’orecchio umano non può percepire”. Un passo avanti, quindi, anche dal punto di vista della qualità: un orecchio in contatto con il cervello in una maniera più stretta ed efficacie.

Le stampanti 3D sono state già utilizzate in campo medico: l’ultimo progetto arriva dal Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, che ha creato impianti di cartilagine in 3D per la ricrescita cellulare. In Belgio un signora di 83 anni dopo una grave infezione alla mandibola è riuscita in sole 4 ore con una stampante 3D a ricreare una perfetta protesi da applicare in sostituzione della mandibola malata. Grazie alla rivoluzione della stampante 3D si può pensare di riprodurre pelle, cartilagine, arterie e valvole cardiache. Secondo i ricercatori entro il 2025 saremo in grado di stampare tridimensionalmente anche cuori, fegati e reni.

“Usare le cellule stesse del paziente per creare i nuovi tessuti evita il problema del rigetto immunitari. Entro il 2025, sarà possibile fabbricare anche articolazioni, ossa e anche organi funzionali completi, come reni e fegato, su misura per il singolo paziente, superando la necessità del trapianto di organi. La nostra abilità di stampare cellule vive e biopolimeri, e di distribuirli spazialmente in una struttura 3D, va ai limiti dell’immaginazione”, ha dichiarato Gordon Wallace, professore e direttore del Centro di Wollongon.

Di Arianna Adam da : htp://it.ibtimes.com/articles/47740/20130503/stampa-3d-orecchio-bionico-organi-princeton.htm#ixzz2SMyQkyrE

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