Plyump la prima stampante 3D che va a banane

plyump stampante 3dArriva la prima stampante 3D che funziona a banane

PLYUMP è la prima stampante 3D che va a banane; nessun particolare inchiostro per dar vita ad oggetti tridimensionali, ma solo purea di banane, mescolata a fecola di patate o succo d’arancia. I risultati non sono ancora perfetti.

La stampa tridimensionale non è ancora una tecnologia a portata di tutti, eppure sono ormai tanti gli esemplari che permettono, con costi tutto sommato contenuti, di stampare oggetti solidi in tre dimensioni. L’ultima frontiera, in questo campo, potrebbe essere rappresentata dalla nuova stampante 3D di PLYUMP, che funziona con le banane. Già, la stampa, o meglio la creazione dell’oggetto tridimensionale, viene creato utilizzando purea di banane, con l’aggiunta di qualche ingrediente segreto.
Naturalmente, la sola purea di banane, piuttosto liquida, non potrebbe dar vita ad oggetti solidi, non potendo mantenere la forma. Ed allora, i primi tentativi di stampa a banane hanno coinvolto, nella creazione di un oggetto tridimensionale, anche la fecola di patate, che ha svolto nell’occasione il ruolo di addensante. Il risultato, mescolando fecola di patate e purea di banana, è stato un oggetto grumoso e dall’aspetto sicuramente poco invitante, di colore marrone. Onestamente, abbastanza terrificante da guardare. Successivamente, allora, l’ideatore di queste particolari stampanti 3D PLYUMP, ha deciso di mescolare la purea di banane con un succo di arancia. Il prodotto finale, di cui è stata diffusa in rete la foto che proponiamo in calce, non è visivamente accattivante, ma è pur sempre il primo oggetto tridimensionale creato semplicemente da banane.

Insomma, la ricetta per stampare oggetti tridimensionali con le banane non è ancora del tutto pronta e andrà sicuramente affinata. Chissà che con qualche nuovo ingrediente e la giusta dose di materie prime, si riuscirà ad avere un risultato accettabile, non solo dal punto di vista strutturale degli oggetti “stampati”, ma anche da quello visivo. Se poi si tratta di oggetti commestibili tanto di guadagnato.
DI EMILIANO CONTARINO macitynet.it

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