L’Università di Siviglia e l’Università di Nottingham stampano in 3D la prima immagine realizzata con nanoparticelle d’oro stabilizzate

Università di Siviglia stampa in 3D la prima immagine realizzata con nanoparticelle d’oro stabilizzate

Un team congiunto dell’Università di Siviglia e dell’Università di Nottingham ha ottenuto il primo risultato stampando con successo la stampa 3D di un’immagine composta da nanoparticelle d’oro stabilizzate con sistemi biocompatibili e biodegradabili. L’immagine innovativa, il logo dell’Università di Siviglia, e la tecnologia che sta dietro potrebbero avere un impatto sul campo farmaceutico.

L’oro è riconosciuto come uno dei metalli più preziosi e lussuosi del pianeta. Oltre al suo fascino di lusso, tuttavia, l’oro ha anche importanti applicazioni in campo medico. In una particolare area di ricerca, i biosensori a base d’oro hanno dimostrato di essere efficaci nel rilevare cellule cancerogene e biomarcatori tumorali.

Allo stesso tempo, la stampa 3D è diventata una tecnologia inestimabile nel settore medico, utilizzata per produrre modelli anatomici, guide e strumenti chirurgici personalizzati e altro ancora. Ora, la combinazione di sensori dorati biocompatibili e stampa 3D si stanno unendo in modo eccitante.

Il team di ricerca in questione ha lavorato con una tecnica di stampa 3D a getto d’inchiostro, in grado di stampare più materiali contemporaneamente, per sviluppare sistemi che potrebbero funzionare come biosensori su misura basati sulla conducibilità dell’oro.

La stampa di oro è stata una sfida e gli inchiostri d’oro esistenti per la stampa a getto di inchiostro sono altamente instabili, il che significa che si legano facilmente e possono essere difficili da stampare con precisione. Pertanto, i ricercatori hanno dovuto trovare un modo per creare inchiostri d’oro stabili per i loro biosensori.

Alla fine, il team congiunto ha sviluppato un modo per stabilizzare minuscole nanoparticelle d’oro utilizzando polimeri poliuretanici con una struttura a pettine. I polimeri utilizzati sono stati realizzati con un materiale di zucchero naturale, l’arbinosio, che è completamente biocompatibile e biodegradabile. L’inchiostro polimerico è stato stampato in 3D accanto a un inchiostro dorato, che serve a stabilizzarlo. Test condotti sugli inchiostri stampati hanno dimostrato che il polimero biodegradabile sarebbe stabile per almeno sei mesi.

Il progetto di ricerca è stato condotto da Ana Alcudia Cruz del Dipartimento di Chimica organica e farmaceutica dell’Università di Siviglia, in collaborazione con un gruppo guidato da Rafael Prado Goto della Facoltà di Chimica. Anche il ricercatore Ricky Wilman, dell’Università di Nottingham nel Regno Unito, ha contribuito al progetto.

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