Light Cocoon della Edag la showcar stampata in 3d al Salone di Ginevra

Pronta Light Cocoon con scheletro 3D ‘vestito’ di tessuto
Modello rivoluzionario che Edag presenterà al Salone di Ginevra

ROMA – E’ prossima al completamento la versione definitiva della showcar Light Cocoon che la tedesca Edag (azienda specializzata in consulenze, progettazione, costruzione prototipi e industrializzazione nell’automotive) presenterà in marzo al prossimo Salone di Ginevra, dopo averla annunciata in dicembre come evoluzione del concept Genesis Cockpit visto allo show elvetico del 2014.

Light Cocoon si preannuncia come una delle novità più interessanti dell’evento, poiché porterà sulle rive del Lemano livelli ancora più elevati di quella innovazione – legata sostanzialmente all’impiego della stampa 3D nella costruzione di autoveicoli – di cui si sono avute importanti premesse nei giorni scorsi al CES di Las Vegas ed al Salone di Detroit.

Questa compatta berlinetta, così come l’ha immaginata e realizzata Johannes Barckmann, responsabile del design alla Edag, combina due decisivi ‘step’ della rivoluzione costruttiva – l’utilizzare materiale solo dove serve e ricorrere alla stampa 3D per realizzare strutture complesse ma contemporaneamente molto robuste – con l’abolizione di una carrozzeria tradizionale in pannelli rigidi, sostituita con una ‘pelle’ in tessuto tecnico.

Grazie alla collaborazione con lo specialista dell’abbigliamento per trekking e alta montagna Jack Wolfskin, l’elegante corpo vettura della Light Cocoon è formato da pannelli tesi in Texapore Softshell, materiale che viene utilizzato per giacche e altri capi da usare outdoor. Si tratta di un sandwich traspirante di diversi tessuti ma perfettamente impermeabile all’aria e all’acqua che riveste l’auto collegando le parti rigide della struttura in un insieme che – ispirandosi al mondo animale – è leggero, efficiente e molto funzionale. Il tema dell’auto ‘vestita’ in tessuto si rifà ai primordi della costruzione dei veicoli, quando tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 le carrozzerie erano costituite, come nelle carrozze, da un’ossatura in legno rivestita in tessuto gommato di canapa.

E riprende – evidentemente – la visionaria concept Gina che Bmw aveva presentato nel 2008, introducendo l’ulteriore innovazione dell’ossatura generata con stampa 3D.

I vantaggi in termini di riduzione del peso sono evidenti, se è vero che la carrozzeria esterna in Texapore Softshell pesa solo 19 g/m2, cioè quattro volte in meno rispetto ad un comune foglio di carta per stampante, con un risultato estetico davvero interessante non solo grazie ai sistemi idraulici che mantengono teso il tessuto, ma anche per effetto della retroilluminazione mediante Led, soluzione che rende ‘trasparente la pelle’ e mostra lo scheletro rigido della Light Cocoon, così come avviene nel mondo naturale.

Per il momento non si conoscono dettagli tecnici di questa rivoluzionaria due posti, ma è possibile immaginare che l’estrema leggerezza della struttura possa consentire accettabili prestazioni su strada – comprese quelle extraurbane – anche con un’unità propulsiva elettrica di bassa potenza e quindi con un pacco batterie non ingombrante.

da ansa.it

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