La Barilla sta testando in Olanda la pasta stampata in 3d

DCF 1.0Barilla ha inventato la pasta stampata in 3D. La sta sperimentando in Olanda
Le tecniche industriali tradizionali potrebbero ben presto essere sostituite da sistemi di stampa 3D. Un sistema sul quale la multinazionale alimentare di Parma lavora da due anni. La pasta nelle scatole blu sarà fatta ancora come la si fa oggi, ma Barilla pensa a stampanti 3D di medie dimensione da dare in dotazione a ristoranti (forse solo ristoranti con marchio Barilla), perché possano all’istante produrre pasta di qualsiasi forma.

E’ la società Tno di Eindhoven, nei Paesi Bassi, ad aver rivelato il progetto segreto della Barilla per stampare pastasciutta. Proprio questa società sta collaborando con Barilla per la messa a punto del sistema. La Tno si occupa di stampanti 3D da diversi anni. Questi apparecchi possono creare oggetti di qualsiasi forma, solitamente utilizzando materiali plastici. Progettato un modello tridimensionale a computer, la stampante lo costruisce colando strato su strato. C’è anche chi le usa con misture di cemento per fare edifici interi. Barilla ha pensato di sostituire la plastica con la pasta base di spaghetti, maccheroni, farfalle e mezze penne. Ma con una stampante 3D si potrebbero produrre infiniti formati di pasta.

Invece di vendere pasta già pronta da cuocere, da accumulare in magazzino, Barilla potrebbe dare stampanti 3D apposite per la pasta ai ristoranti e poi vendere solo il preparato base per la pasta, che ogni ristorante userebbe per produrre i diversi formati quando e nella misura che ne ha bisogno. Barilla fornirà schemi per i modelli base di pasta, ma verrà proprosto anche un software per la progettazione di propri modelli di pasta. “Si può sorprendere la moglie portando a casa ad esempio pasta a forma di rosa per il suo compleanno: portate il file su una chiavetta usb al ristorante dotato di stampante 3D e questi stamperanno tanta pasta quanta ne vorrete nel disegno personalizzato”, afferma Kjeld van Bommel, capo progetto presso Tno.

Le prime stampanti 3D alimentari sono già state affidate ad alcuni ristoranti di Eindhoven per provarle. Ancora vanno messe a punto. In particolare resta da migliorare la velocità di stampa. L’obiettivo è riuscire stampare 15-20 paste in 2 minuti. E poi chissà che la stampante della pasta non possa entrare poco a poco pure nelle case della gente, per avere sempre pasta fresca istantanea. E che oltre alla pasta in futuro non si arrivi a stampare anche altri alimenti.

da parmaquotidiano.info

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