Kenstrapper 2 prova su strada

Kentstrapper-2Tifiamo per la stampante italiana

Kentstrapper 2, la quarta generazione della 3D printer fiorentina
Lanciata la nuova stampante della famiglia maker family, Volta. Area di stampa più ampia, maggiore stabilità, nuovo apparato di estrusione e facilità di montaggio

Nuovo arrivato per la famiglia Kentstrapper. Anzi, per la famiglia Cantini, gruppo artigianale fiorentino composto dai fratelli Lorenzo e Luciano (22 e 29 anni), da papa Ugo, idraulico, dai cugini Paolo, Chiara e Leonardo Rinaldi e perfino dal nonno Luciano, vecchio artigiano. Si chiama Kentstrapper 2 ed è stato lanciato da poco – il nome ufficiale, Volta, è stato scelto tramite un contest online – dopo l’ormai lunga esperienza partita un paio d’anni fa dall’infatuazione per il mondo RepRap ( Replicating Rapid Prototyper), quello cioè delle stampanti 3D in grado di produrre da sé i propri pezzi, e concretizzatasi nei modelli Archimede e Galileo. Considerando anche l’altra macchina per produzioni di dimensioni maggiori, Mendel Max, la nuova 3D printer costituisce insomma la quarta generazione sfornata dalla bottega 2.0 di Firenze. Tra innovazione e tradizione.

“ La nuova stampante 3D Kentstrapper nasce tra Firenze e Milano, lungo il filo immaginario che unisce la migliore tradizione artigiana italiana con la passione internazionale del movimento maker per la ricerca e l’innnovazione” raccontano i fratelli Cantini. Dentro, la passione dei cofondatori del laboratorio milanese di maker facility Tecnificio, fondato nel 2011 da Patrizia Bolzan e Marcello Pirovano, e l’esperienza della singolare maker family toscana. Come per ogni stampante 3D, il punto forte è poter realizzare da soli, in casa, oggetti unici e personalizzati. Senza contare la possibilità di produrre piccoli prototipi da toccare con mano prima di lanciare progetti più impegnativi. La Volta è nata con l’obiettivo di andare oltre l’impostazione “a cubo” della maggior parte delle macchine simili, per avere un’ area di stampa maggiore ( 240mm x 280 mm x 190mm, dimensioni complessive 480 x 400 x 450 mm) oltre che, dal punto di vista dei Cantini, un’ottimizzazione dei costi di produzione e spedizione.

“ Abbiamo progettato una struttura nuova, smontabile ma al tempo stesso facile da assemblare e molto solida – raccontano – realizzata con una lastra di HDF (High-density Fibreboard) tagliata al laser e colorata in pasta con tinte naturali con ottime caratteristiche meccaniche e di resistenza all’usura. Inoltre è stato implementato un nuovo sistema di caricamento del filo, grazie a una guida di trascinamento (Bowden) . Infine è stato integrato nella struttura il supporto per il filo di materiale plastico consumabile, ABS o PLA”. Che significa? Più stabilità in fase d’uso, rapidità di montaggio e precisione di stampa (garantita una risoluzione fino a 100 micron, ma si spinge anche a 60) grazie al rinnovato apparato di estrusione. A quanto dicono i primi utilizzatori, che l’hanno vista in questi mesi in giro per l’Italia, per esempio alla Milano Design Week, è silenziosissima e produce zero vibrazioni. L’approccio, ovviamente, rimane rigorosamente open source: oltre a montare una scheda Arduino e sfruttare freeware di stampa, i file e i modelli di produzione della neonata stampante saranno resi disponibili sotto licenza Creative Commons. Per dare il massimo della diffusione possibile al progetto. E, magari, provare a costruirselo da soli. Altrimenti che gusto c’è?

Dove lo trovo? Su Kentstrapper.com

Quanto costa? 1.440 euro

di Simone Cosimi da wired.it

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