il serpente arboricolo stampato in 3d dai biomeccanici del Virginia Polytechnic Institute

Un esempio semplice in cu utilizzando la stampa 3d è relativamente semplice avere a disposizione dei prototipi per dei test.

Lo spettacolare salto del serpente volante.

Alcuni serpenti arboricoli (che vivono o trascorrono gran parte del tempo sugli alberi) hanno sviluppato abilità sorprendenti. Possono, ad esempio, avventarsi velocemente su un pesce persico, per poi planare fino a terra senza danni. Particolarmente dotato in questo campo, il serpente asiatico Chrysopelea, quando si lancia a 10 metri di altezza, riesce ad atterrare a una decina di metri dal punto di partenza.

Ma come fa un animale a planare senza essere dotato di ali o senza una membrana di pelle simile a quella degli scoiattoli volanti? La questione ha incuriosito i biomeccanici del Virginia Polytechnic Institute and State University, negli Stati Uniti d’America.

Osservandolo, i ricercatori hanno scoperto che, quando si lancia in aria, il serpente asiatico Chrysopelea modifica la sua forma in modo spettacolare: cilindrica quando è a riposo (come quella di tutti i serpenti), a forma di cupola o come il “cappello di un fungo” quando esegue il suo “volo”. Per raggiungere questo obiettivo, il serpente attiva i muscoli dorsali che si diffondono lungo le costole, mentre appiattisce il suo ventre.

Ma è questa forma che permette al serpente di scivolare in maniera così efficace? Per scoprirlo, il team del Virginia Polytechnic Institute and State University ha riprodotto la forma del corpo dell’animale con una stampa 3D. Successivamente, questo modello coperto di sensori è stato sottoposto ad una serie di test per valutarne l’aerodinamica.

Ondulazioni. I ricercatori sono stati in grado di quantificare la spinta e la resistenza generata dalla forma a cupola, e constatare che questa è effettivamente responsabile della buona prestazione dell’animale. I loro risultati sono stati pubblicati sul Journal of Experimental Biology, una rivista scientifica britannica. L’équipe ha intenzione di continuare la ricerca concentrandosi sulle ondulazioni che il serpente realizza durante il volo, per capire come queste contribuiscano a stabilizzarlo e ad aumentarne la portata.

Marina Baiamonte da scienzamente.com

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