Ci vogliono solo 60 macchine fotografiche reflex e una stampante 3d per stampare se stessi alla Captured Dimensions di Dallas

Oltre 60 reflex e una stampante 3D per avere una scultura di sé stessi

“Uno studio fotografico americano con sede in Texas ha realizzato un set dotato di decine di DSLR in grado di realizzare, grazie alla stampa 3D, delle repliche in scala dei soggetti fotografati ”

Oltre 60 reflex e una stampante 3D per avere una scultura di sé stessi

Uno studio fotografico americano con sede in Texas ha realizzato un set dotato di decine di DSLR in grado di realizzare, grazie alla stampa 3D, delle repliche in scala dei soggetti fotografati

Tra le tecnologie delle quali si sente maggiormente parlare da più di qualche tempo vi è sicuramente la stampa 3D; tramite l’utilizzo di differenti materiali, sintetici e non, le stampanti 3D sono oggi in grado di realizzare in poco tempo prodotti paragonabili a delle vere e proprie sculture. Inutile ricordare come le possibili implementazioni nei più svariati campi siano molteplici e di come in molte di queste la fotografia giochi un ruolo fondamentale.

Lo studio fotografico Captured Dimensions, con sede nei pressi di Dallas, ad esempio si è specializzato nella realizzazione di particolari ritratti effettuati utilizzando, oltre ai più tradizionali strumeti della fotografia, anche stampanti 3D. Grazie ad un set composto da oltre 60 fotocamere reflex disposte attorno al soggetto e settate per scattare tutte nel medesimo istante, lo studio è in grado di realizzare delle repliche tridimensionali in scala di quanto fotografato. Lo shooting ha una durata di circa diversi minuti e la realizzazione di un modello costa dai $445 ai $2295, in funzione delle dimensioni della piccola scultura, se così può essere definita.

Ovviamente è possibile relizzare i ritratti a 360° di qualsiasi soggetto che sia in grado di stare più o meno fermo per qualche minuto, ed ecco quindi che anche Fido può avere il suo avatar tridimensionale in scala, oltre ai promessi sposi che non si accontentano dei classici anonimi e generici sposini da piazzare sull’ultimo piano della torta nuziale. Le potenzilità della tecnologia in questione si confermano comunque realmente interessanti ma ancora per la maggior parte probabilmente da scoprire.

di Michele Tarantini, da fotografidigitali.it

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