AstroPrint Astrobox il kit nuvola che permette all’utente di accedere e prelevare modelli 3D direttamente da aree virtuali

Stampa 3D, con AstroPrint il lavoro parte dalla cloud

AstroprintLa startup americana permette di prelevare via “nuvola” i modelli degli oggetti da realizzare, collegandosi ad archivi virtuali. Con il kit AstroBox (149 dollari) si monitora da remoto lo stato dei lavori. L’azienda vuole mantenere una “filosofia da hacker” ma sviluppare anche nuovo business.

Da oggi è più facile gestire la stampa 3D da qualsiasi dispositivo collegato al Web. Come? Con la piattaforma cloud sviluppata da AstroPrint, accessibile sfruttando i browser più diffusi. La soluzione offerta dalla startup americana ruota attorno alla “nuvola”, ma integra anche una combinazione di software e hardware che permette all’utente di accedere e prelevare modelli 3D direttamente da “depositi” virtuali, collegati al database AstroPrint. Il principale è 3DaGogo, sviluppato inizialmente proprio dai fondatori della startup, ma poi ceduto perché la maggior parte degli utenti stampava solo modelli gratuiti.

Una volta selezionato l’oggetto è possibile processarlo in particolari “fette”, che le stampanti 3D sono in grado di comprendere. Il passo successivo è immediato: spedire il modello a qualsiasi stampante collegata al Web e attendere. Per semplificare ancora di più il tutto, AstroPrint mette a disposizione un kit plug-and-play (Astro Box, 149 dollari), in grado di funzionare con la maggior parte dei dispositivi 3D oggi disponibili sul mercato. È così possibile controllare il processo in corso e verificare da remoto, anche su tablet, l’andamento dei lavori.

Le due “anime” di AstroPrint vengono illustrate da Daniel Arroyo e Drew Taylor, rispettivamente Cto e Ceo della startup. Come riporta il sito statunitense TechCrunch, Arroyo ha spiegato che la filosofia è quella di supportare l’open source, seguendo una modalità operativa quasi da hacker. Per questo il software della AstroBox è utilizzabile da chiunque disponga di una Raspberry Pi, liberando l’utente dalla necessità di investire in nuovo hardware. Ma, ha continuato Drew Taylor, l’obiettivo è quello di far diventare il progetto un business sostenibile. L’azienda sta esplorando l’idea di lavorare direttamente con i costruttori delle stampanti 3D, per implementare software e hardware necessari a rendere la loro piattaforma cloud lo standard nel settore.

Un’anteprima è già stata mostrata durante il Consumer Electronics Show (Ces) 2015, quando AstroPrint ha illustrato i primi frutti della sua collaborazione con AirWolf: un dispositivo dotato di software co-branded per collegarsi al cloud di Taylor e soci. Una volta definite altre partnership, il traguardo sarà monetizzare lo sforzo vendendo abbonamenti alle varie opzioni premium, come più spazio d’archiviazione nella “nuvola”, possibilità di monitorare il lavoro in corso via webcam e così via. L’obiettivo è quindi andare oltre la semplice stampa 3D per hobby e puntare agli utenti che utilizzano questa tecnologia in modo professionale.

Alessandro Andriolo da ictbusiness.it

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